Branding & Wedding | Professione wedding

Aiuto, mi copiano! Istruzioni per sopravvivere a un plagio

By on novembre 4, 2018

[sottotitolo: come si fa a non farsi copiare?]

Funziona più o meno così: i clienti (nel mio caso gli sposi) si innamorano delle immagini che noi operatori condividiamo sui social come strumento di marketing.

Lunghe tavolate con runner di juta, un cielo di lampadine sulla testa e tanti fiori e candele colorate a decorare. ‘LO VOGLIO! E se quella non sarà la mia location come faccio? Semplice: lo faccio UGUALE dove dico io!

E così la wedding planner, o il decoratore di turno si trovano di fronte alla scomoda richiesta e accettano di buon grado di replicare come possono il lavoro in fotografia.

Nel mio caso non si è trattato di un allestimento poi così originale (è quello nell’ immagine): le tavolate lunghe esistono da sempre, la juta la trovi in ogni merceria e i fili di luci all’americana si vedono in tutte le riviste già da diversi anni.

Eppure l’abbinamento di questi elementi, pedissequamente riportati a pochi km di distanza dalla mia Villa Asquer hanno subito ricondotto chi ha visto l’immagine su FB , al nostro lavoro, allertandomi subito!

Quanto si sono ispirati (grazie) e quanto mi hanno ‘copiato’?

Ti confesso che un po’ mi sono risentita per come quell’atmosfera su cui ho lavorato moltissimo, sia stata copiata e incollata in un altro luogo con poca cura e professionalità.

Oggi noi tutti condividiamo i nostri lavori senza remore (e senza quegli orribili watermark)e lo facciamo sperando che viaggino il più possibile lontano, arrivando agli occhi dei nostri clienti ideali. In quel tragitto nell’etere passano anche però per gli screenshot dei tuoi competitor, di chi ti stima, di tutte quelle coppie di sposi che per qualche motivo pur amando moltissimo quel lavoro non sceglieranno te.

Allora l’unica via è non pubblicare più niente sui social, chiudersi a riccio e barricarsi in procedure segrete per cui la sposa non può fare nemmeno una foto in atelier?

Dalla mia esperienza ho capito due cose molto positive: 

  1. le persone che mi seguono hanno riconosciuto il plagio (evviva! ho uno stile riconoscibile, un marchio di fabbrica!)
  2. a farmelo notare è stata anche una coppia di sposi, che l’ha definita una brutta copia (evviva! riconoscono il valore dell’originale!)

Vuoi vedere che questo ‘scherzetto’ alla fine è stato più un vantaggio che un danno? Ha fortificato infatti l’immagine del mio brand come la ‘prima scelta’ rispetto a una replica che non avrà mai lo stesso fascino.

Ma quindi, cosa puoi fare per sopravvivere a chi ti copia?

  • Sviluppa un tuo stile personale. E’ davvero fondamentale che il tuo brand, la tua linea di prodotti, persino il tuo modo di fare rispecchi la tua personalità e abbia qualcosa di unico che lo renda riconoscibile a tutti coloro che ti seguono!

Per me è questo il vero antidoto ai copioni!

  • Tutelati. Se per lavoro scrivi, dipingi, fotografi e insomma crei opere col tuo ingegno in modo originale informati per proteggere i tuoi lavori col copyright a seconda del tuo settore, plagiare un articolo, appropriarsi della paternità di un’immagine, di un logo o di una foto è un reato!
  • Sii fiduciosa (e furba). Se invece fai un lavoro come il mio devi metterlo un po’ in conto: sarebbe davvero difficile provare il plagio per l’esperienza che ti ho raccontato e nello stile di una professionista garbata non è concesso mettere alla gogna il copione di turno, rischieresti di apparire presuntuosa e di non ottenere nulla. I buoni clienti sanno distinguere l’originale da un falso e apprezzeranno il tuo savoir faire.

Mi sento di darti un ultimo consiglio: non aver paura di condividere. Giocare a carte scoperte paga sempre e chi agisce nell’ombra rischia di rimanere sempre lì, senza grandi soddisfazioni.

Continuo a pubblicare su Facebook e su Instagram ogni mio lavoro, anzi ogni tanto propongo dei tutorial e svelo piccoli segreti del mestiere. Ho addirittura un programma di workshop dedicati a chi vuole imparare il mio mestiere e diventare imprenditrice: adoro essere d’ispirazione per gli altri e il rischio di qualche copia non mi rallenta neanche un po’!

Raccontami la tua storia nei commenti, sei mai stata copiata?

Su questo argomento ti invito a leggere:

Non si Copia! Di Gioia Gottini

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Branding & Wedding | Professione wedding

Quando è arrivato il momento di partire con la propria attività?

By on maggio 1, 2018

Ti sei preparata, hai studiato e persino frequentato un corso di formazione, sei appassionata e motivata e mentre sistemi ogni dettaglio sul tuo progetto di business, arriva finalmente l’opportunità di di cimentarti nel lavoro vero.

Sei impaurita e allo stesso tempo fremi dalla voglia di fare quel salto e l’unica cosa di cui hai bisogno ORA è sapere quando è il caso di buttarsi e quando di fare un passo indietro.

Una proposta di lavoro che solleva l’asticella, dei clienti più esigenti del solito, un’opportunità di lavoro prestigiosa: prima o poi arriva per tutti noi il momento in cui mettersi in discussione, uscire dalla propria comfort zone e cimentarsi in qualcosa che prima di allora non avevamo mai fatto.

Mi sono trovata molto spesso in questa situazione (il mio primo appuntamento importante l’ho raccontato qui), anche recentemente, per esempio quando da wedding planner ‘freelance’ sono diventata imprenditrice con Villa Asquer.


Di fronte a questa impegnativa avventura professionale puoi adottare due approcci estremi:

  1. L’improvvisazione.

E’ il caso di chi senza nessun tipo di competenza, esperienza e studio si butta nel mondo del lavoro come professionista e comincia a fornire i propri servizi.

Il rischio, abbastanza probabile in questo caso, è inanellare una serie di errori dati dalla poca esperienza e ingenuità e mettere in serio pericolo la propria neonata attività, oltre che la reputazione professionale.

2. La ricerca della perfezione.

Al contrario c’è chi per anni approfondisce ogni dettaglio del proprio progetto, si forma il più possibile sugli aspetti più vari del settore, inizia anche a collaborare con altre aziende, ma non riesce a fare il salto per diventare un professionista perché non si sente mai pronto.

In questo caso il pericolo è rimandare all’infinito il momento di ‘fare sul serio’ e nel frattempo perdere il famoso treno!

Se la strada più giusta è sempre quella del mezzo, posso dirti che dell’improvvisato ammiro molto il coraggio e la grinta nel credere nelle proprie capacità, della seconda la voglia di non smettere mai di perfezionarsi!

Capire qual è il momento giusto per salpare, finalmente, col tuo progetto in modo serio e professionale non è certo facile e dipende molto anche dal proprio carattere, il periodo che si sta attraversando e sicuramente ha molto a che fare con l’autostima.


Ti propongo due esercizi, che ti schiariranno sicuramente le idee:

Il primo riguarda l’ AUTOVALUTAZIONE della propria situazione.

E’ molto importante che tu sappia sempre il punto del tuo business a cui sei arrivata. Prendi un bel foglio e rispondi a una serie di domande come queste:

  • Sono abbastanza preparata a livello tecnico?
  • Ho avuto delle esperienze simili che mi consentano di avere un’idea generale dell’evento che dovrò seguire?
  • Ho le strutture e gli strumenti necessari per far fronte a questo impegno?

Questo esercizio ti sarà davvero utile perché se hai passato il tempo finora solo a studiare e a collaborare, probabilmente non ti sei mai fermata a riflettere sul livello che hai acquisito e potresti scoprire di essere perfettamente in grado di accettare la sfida!


Un altro esercizio utile è calcolare RISCHI e OPPORTUNITÀ della tua scelta.

A me scrivere aiuta moltissimo a tirare fuori i pensieri e vederli in modo chiaro davanti a me, quindi ti consiglio di prendere di nuovo carta e penna e fare due semplici colonne:

Da una parte scriverai tutte le opportunità che INIZIARE oggi ti darà, per esempio:

Mettiamo il caso che hai frequentato un corso di alta sartoria, hai già realizzato diversi abiti eleganti e tramite la tua migliore amica arriva una possibile cliente che vorrebbe che tu le realizzassi il suo abito da sposa.

OPPORTUNITÀ:

  1. Avere un primo shooting fotografico di una sposa
  2. Mettere in pratica finalmente tutte le mie conoscenze su alcune tecniche che non ho ancora avuto modo di sperimentale con i clienti ma solo durante le mie prove
  3. Pubblicità derivata dal passaparola

RISCHI:

  1. Potrei dover acquistare molto più materiale del necessario perché ho bisogno di fare più prove per quel bustino così complicato
  2. Potrei doverci mettere qualche settimana in più del tempo previsto

Ora devi fare due cose: da una parte incrociare i dati delle due colonne e capire ‘se il gioco vale la candela’ e se, come io mi auguro, sei abbastanza coraggiosa da accettare il tuo primo incarico o aprire la famigerata partita iva, oppure se è preferibile rimandare alla prossima occasione. Mi fai sapere?

Ne ho parlato nella diretta dedicata proprio a questo argomento che trovi nella pagina Video Blog

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Branding & Wedding

La sposa ideale: chi è e come trovarla

By on maggio 2, 2017

Sembra il titolo di un film di Woody Allen ma è solo la trasposizione in ambito wedding di un concetto che mi sta molto a cuore, quello di cliente ideale, uno dei capisaldi del marketing attuale.
L’ho introdotto qualche settimana fa con un post sul target (trovi il link fra le risorse alla fine dell’articolo), anche io ci sto lavorando parecchio perché sto scrivendo proprio in questi giorni il modulo del percorso online che lancerò entro l’anno.

Infatti una delle primissime cose a cui ti consiglio di pensare se sei nella fase in cui stai mettendo nero su bianco il tuo sogno per farlo diventare un progetto e poi un’attività nel settore dei matrimoni (ma anche se sei già avviata, ma questo esercizio non l’hai mai fatto) è definire per davvero a chi ti rivolgi, chi è il cliente per il quale stai creando la tua offerta e stai mettendo in piedi tutto il tuo progetto.

Chi è la sposa ideale?

 


Non è semplicemente una ragazza che ha deciso di sposarsi, oppure una sposa che vive o si sposerà nella zona in cui hai l’attività. Puoi considerarla un po’ l’incarnazione di colei che ha esattamente i problemi e desideri che tu risolvi ed esaudisci attraverso i tuoi servizi.
Insomma è proprio lei, che ama il tuo stile e ci si ritrova, ha bisogno del prodotto che tu proponi e soprattutto viaggia nella tua stessa lunghezza d’onda.

A differenza del target, che si può definire un campione di persone reali, per cliente ideale (nel nostro caso sposa), si intende un personaggio verosimile da creare per rivolgersi a lui ogni qual volta si sta definendo una parte del proprio progetto.

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Branding & Wedding

Le coppie di sposi non sono il tuo target!

By on marzo 29, 2017

 

Lo ammetto: quando ho iniziato il mio percorso come wedding planner (e donna che lavora in proprio), la domanda ‘qual è il target a cui mi rivolgo?‘ non me la facevo nemmeno, era così ovvio… le coppie di sposi!


Così ho partecipato a fiere del settore, promosso la mia attività nel quotidiano regionale, progettato insieme ad un grafico l’immagine coordinata, tutto questo senza avere consapevolezza di chi erano davvero i clienti che avevano bisogno proprio di me e dei miei servizi.

Mi rivolgevo a tutte le coppie di sposi in circolazione, sicura che avrei potuto accontentare qualsiasi sposa, con qualsiasi esigenza e modellare i miei servizi a suo favore, senza perdere nemmeno un contatto.  Ma mi sbagliavo, ahh quanto mi sbagliavo!

Me ne sono accorta a mie spese, buttando via un bel po’ di soldi, costretta a fare dei cambi di rotta in itinere, rischiando di perdere la fiducia in me stessa con coppie di sposi che mi facevano perdere un sacco di tempo per poi abbandonarmi per ‘fare da soli’ e quindi l’entusiasmo che mi aveva spinto a investire sul mio progetto.

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